sabato 3 dicembre 2011

Il Conflitto d'interessi non esiste!



Ricevo da SPND e pubblico

Tanto si è parlato dell'anomalia italiana, dell'avere a capo del governo un uomo che potesse disporre di una tale potenza di fuoco mediatico. Poi ci si è indignati, a vario titolo, perché quest'uomo possedeva anche banche e assicurazioni, portali in internet, compagnie telefoniche, case editrici e chi più ne ha, più ne metta. Poi, a ragione, abbiamo rabbrividito quando lo stesso capo del governo, non riuscendo a difendersi dai magistrati con operazioni parlamentari, ha messo le mani sul gioco d'azzardo per curare le ferite provocate a Mondadori dalle sentenze degli ultimi mesi.

Nel frattempo ci siamo chiesti perché l'opposizione fosse stata così incapace di scongiurare una tale minaccia per la democrazia.
Poi, dulcis in fundo, tutto è cambiato. Il premier si è dimesso e la noia ha sostituito l'indecenza con il plauso dei due più grandi partiti d'Italia.

Ma come nei più scontati film horror, il mostro del conflitto d'interessi, che pareva morto stecchito sul pavimento, si è rialzato di scatto. Eccolo lì, anche nel governo Monti.
Ma come è stato possibile?

La risposta, a mio avviso, è che il conflitto d'interessi esiste solo come narrazione riduttiva di un problema più grande, complesso e dibattuto. Il conflitto d'interessi non è una degenerazione da correggere con una legge ad hoc. Il conflitto d'interessi è una fisiologica conseguenza del sistema capitalista, o meglio, per dirla come nel 1858:
«Le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee dominanti; cioè, la classe che è la potenza dominante della società è in pari tempo la sua potenza spirituale dominante [...] Le idee dominanti non sono altro che l'espressione ideale dei rapporti materiali dominanti, sono i rapporti materiali dominanti presi come idee»
Per dirla in poche parole: la classe economica dominante diventa la classe politica dominante. Non è un'anomalia del nostro sistema politico, è una conseguenza del nostro sistema economico, che ha promesso libertà, e ha mentito.

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