Tanto si è parlato dell'anomalia italiana, dell'avere a capo del governo un uomo che potesse disporre di una tale potenza di fuoco mediatico. Poi ci si è indignati, a vario titolo, perché quest'uomo possedeva anche banche e assicurazioni, portali in internet, compagnie telefoniche, case editrici e chi più ne ha, più ne metta. Poi, a ragione, abbiamo rabbrividito quando lo stesso capo del governo, non riuscendo a difendersi dai magistrati con operazioni parlamentari, ha messo le mani sul gioco d'azzardo per curare le ferite provocate a Mondadori dalle sentenze degli ultimi mesi.
L'economia è una cosa troppo seria per lasciarla fare agli economisti.
(Pier Peter, alias Antonio Albanese)
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sabato 3 dicembre 2011
lunedì 14 novembre 2011
Un grande equivoco
ore
14:03
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berlusconismo,
contributi,
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Ricevo dall'amico superpendolare e pubblico:
Negli ultimi vent'anni Silvio Berlusconi si è fatto forte di un'insistente propaganda, questo è oramai lapalissiano. La sua propaganda si è fondata su una serie di punti pseudo-politici: l'anti comunismo e la difesa dell'Italia dal golpe delle toghe rosse, solo per citarne un paio. Ma l'argomento principe di Berlusconi, e del suo entourage di politici da riporto, è sempre stata la "volontà popolare", o meglio l'essere legittimato a governare per investitura popolare.
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